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Dichiarazione di Andrea Romele

Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pisogne (BS) (Lista di elezione: CEN-DES(CONTR.UFF.)) 


 

Andrea Romele: “Con la Gelmini per un’istruzione di qualità”

  • (18 ottobre 2010) - fonte: www.bresciadomani.net - inserita il 02 dicembre 2011 da 12811
    La riforma Gelmini continua ad accendere gli animi e a dividere i giovani bresciani. Riforma giusta? Attentato alla scuola pubblica? Da una parte i manifestanti che hanno riempito il centro cittadino lo scorso 8 ottobre, dall’altra i rappresentanti delle forze politiche che difendono l’operato del ministro e del governo: il mondo studentesco e universitario bresciano è spaccato. Dopo la coordinatrice provinciale di Studenti per la Libertà, oggi abbiamo sentito un’altra voce pro Gelmini, quella di Andrea Romele, presidente provinciale di Azione Universitaria. La discussione sulla riforma non si esaurisce certo qui: dopo l’escursione nel territorio dei “sostenitori della riforma” torneremo ad ascoltare la voce di chi invece si sente “truffato” dalla Gelmini. Gli studenti bresciani sono divisi: pro o contro riforma. Quali sono le ragioni di chi sta dalla parte del ministro? Il merito di questo governo e del ministro Gelmini è stato quello di mettere mano con coraggio a una situazione disastrosa. A mio avviso è solo un punto di partenza: molte cose si possono migliorare, magari con il recepimento di proposte serie e costruttive che possono venire anche da altre parti politiche e dagli attori del mondo accademico. Purtroppo si preferisce gremire piazze urlanti facendo demagogia piuttosto che intavolare discussioni serie, con lo scopo di mantenere la situazione invariata proteggendo i privilegi di pochi. Sono convinto che molte associazioni di studenti e ricercatori abbiano buone idee e possano portare il loro contributo per migliorare la situazione, ma hanno fatto il grosso errore di prestarsi come strumento di una sinistra che ha a cuore solamente il proprio interesse e non il futuro del Paese. Il governo Berlusconi con questa riforma vuole il ritorno di un’istruzione di qualità, riallacciando anche il legame con il mondo delle imprese e del lavoro. Chi ha trasformato il mondo accademico in un grosso ufficio di collocamento, favorendo la proliferazione di corsi inutili, non è certo stato il centrodestra: la famosa riforma del “3+2” è stata partorita dal ministro di centrosinistra Zecchino nel lontano 1999, ma questo lo sanno e lo dicono in pochi. I famosi “tagli” all’istruzione pubblica: ci sono o non ci sono? Più che di tagli parlerei di razionalizzazione delle risorse. Negli ultimi anni molto denaro è stato regalato alle università italiane senza un minimo di controllo e di criterio, poco è stato investito nella ricerca e nella didattica, facendo sì che molti atenei diventassero vere e proprie imprese immobiliari, completamente slegate dal mondo delle imprese e della pubblica amministrazione. Non vogliamo tagli indiscriminati, ma vogliamo che le risorse vengano assegnate secondo un ben definito sistema di qualità e meritocrazia e che vengano investite sotto la supervisione di un rigido sistema di controllo. Anche coloro che oggi gridano nelle piazze dovrebbero capire che i tempi delle “vacche grasse” sono finiti, siamo tutti sulla stessa barca ed è giunta l’ora per ognuno di noi di mettersi la mano sul cuore e fare qualche sacrificio. In caso contrario la crisi del mondo occidentale sarà destinata a degenerare: non è certamente mantenendo i privilegi di pochi che si uscirà da questa situazione. Come dovrebbe essere la scuola per voi giovani del Pdl? Da sempre scuola e università sono le istituzioni che detengono le chiavi della crescita e dello sviluppo di un Paese. Negli ultimi tempi qualcuno ha ben pensato di trasformarle in ammortizzatori sociali e uffici di collocamento per amici, parenti, amanti. Abbiamo assistito alla trasformazione dell’università di élite in un’università di massa, con il conseguente svilimento del valore del diploma di maturità, e alla proliferazione di corsi e facoltà totalmente inutili. Con una situazione del genere come possiamo stupirci se troviamo in giro dottori che fanno i pizzaioli o i pasticceri? Noi giovani del Pdl siamo convinti che un ritorno all’istruzione di qualità sia possibile, ponendo fine a questo scempio, abolendo il valore legale del titolo di studio, partendo da un sistema efficace di valutazione della qualità e della meritocrazia. Com’è la situazione dell’università a Brescia? Fortunatamente la situazione di Brescia, essendo un Ateneo relativamente piccolo, è rosea se messa a confronto con altre situazioni in Italia. Sicuramente uno dei grandi meriti della nostra università è stato quello di evitare la proliferazione di facoltà, mantenendo le quattro principali (Medicina, Ingegneria, Giurisprudenza, Economia), nate perché forte era la richiesta dal mondo del lavoro a livello locale. Ho avuto modo di constatare che anche l’offerta formativa delle singole facoltà non è mai stata indipendente dalla domanda esterna. Tuttavia sono cittadino italiano e non credo che il fatto che Brescia sia virtuosa sia una scusante valida per rinunciare alla battaglia contro i baronati: sarebbe come nascondersi dietro a un dito. Sicuramente anche la nostra università sta pagando la mal gestione altrui.
    Fonte: www.bresciadomani.net | vai alla pagina
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